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Pokazywanie postów oznaczonych etykietą Lidl. Pokaż wszystkie posty
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wtorek, 27 marca 2018

Winne Wtorki: Wino na Wielkanoc


Royal Tokaji 5 Puttonyos Aszù



        Wino medytacyjne. Choć w teorii tylko niewielką część światowej produkcji można zaklasyfikować do tej kategorii, wydaje się że Polacy na przekór wszystkim są w stanie potraktować jako trunek „do picia solo i rozmyślania” chyba każdą butelkę (nie tylko wina). No cóż, jak mówi przysłowie, jeśli jesteś wystarczająco odważny, wszystko może być… winem medytacyjnym? Chyba jednak nie. Wręcz przeciwnie, tylko wyjątkowe pozycje nadają się do leniwego sączenia bez kulinarnego akompaniamentu. Im potrzeba co najwyżej dobrej lektury lub zacnego podkładu muzycznego. Do takich z pewnością zalicza się Aszù.
         Płynne złoto, zwykło się mawiać w kręgach winiarskich znawców (ale i nie tylko) o najlepszych słodkich tokajach. Wina wielowymiarowe, niepowtarzalne, które swoją złożonością potrafią zachwycać i onieśmielać przez więcej niż kilka, może kilkanaście minut. Odkrywają przed degustującym coraz to nowe podkłady nut aromatycznych z każdą kolejną chwilą, a bezrefleksyjne wypicie kieliszka takiej ambrozji w zaledwie kwadrans byłoby zwyczajnym barbarzyństwem. CZYTAJ WIĘCEJ...



wtorek, 3 października 2017

Winne Wtorki: bielą z Węgier żegnam lato

Tokaji Dry 2015 Dereszla Pincészet


               Jesień kojarzy mi się z Tokajem. Nie mam pojęcia dlaczego i domyślam się, że nie ma w tym ani trochę logiki. Moja stopa jeszcze nie stanęła w tym winiarskim regionie położonym na północy Węgier, którego sława dotarła już chyba do wszystkich zakątków na ziemi. Może we wrześniu moje myśli kierują się ku Aszú, furmintom i najróżniejszym puttonom, bo ukochane Włochy nie mają do zaoferowania zbyt dużo na tę porę roku? Przecież jest jeszcze zbyt wcześnie i zbyt ciepło na rozgrzane słońcem sangiovese z Toskanii lub wina z południa Półwyspu Apenińskiego! Chociaż, patrząc na zagadnienie z innej strony, właśnie teraz powinienem sięgać po nic innego, jak czerwienie z Piemontu w akompaniamencie najszlachetniejszych grzybów świata, trufli…

              Tegoroczny wrzesień dostarcza nam wielu okazji ku żegnaniu się z latem dzięki słonecznym i nadzwyczaj ciepłym dniom. Ile to już białych lub różowych, koniecznie dobrze schłodzonych, win otworzyłem, aby uroczyście podać sobie rękę na do widzenia z najcieplejszą porą roku. I ile to już razy musiałem sięgnąć po kolejną lekką biel, bowiem jesień zaskoczyła mnie następnym przyjemnym popołudniem. Okazją ku jeszcze jednemu pożegnaniu (szczerze przyznam, że mam nadzieję iż nie ostatniemu) jest dzisiejsza edycja Winnych Wtorków. Rober, autor bloga Winiacz, zaproponował, abyśmy sięgnęli po białe wina z Węgier. Ok, nie do końca z kraju Orbána, a dokładniej wyprodukowane ze szczepów węgierskich, co mimo wszystko w dużej mierze się pokrywa. CZYTAJ WIĘCEJ...


środa, 2 listopada 2016

Il panorama enologico polacco nel 2016

Le migliori scoperte enologiche polacche degli ultimi mesi


Ci voleva un bel po’ di tempo perché questo articolo si materializzasse. Negli ultimi mesi il panorama enologico polacco è cambiato notevolmente. Più viticoltori, più appassionati dei vini polacchi, più opportunità e… sempre la stessa ostilità da parte di chi governa. Purtroppo gli sforzi dei produttori e le parole, o meglio i portafogli, dei consumatori non sono in grado di convincere i legislatori a migliorare le leggi che regolano la produzione, la vendita e il consumo del vino. Ma per ora basta con le lamentele, in questo articolo sto per presentarvi le mie ultime scoperte enologiche in Polonia.


Cibo polacco e vino polacco, una coppia da ricordarsi!

            Ho sentito più volte da parte degli amici italiani che la cucina polacca è squisita però un po’ pesante per i loro gusti. Ma siamo sicuri? Per chi crede come i miei conoscenti del Bel Paese, propongo di fare un salto a SPOT. di Poznań per assaggiare alcune prelibatezze della cucina polacca affatto pesanti. A giugno il ristorante ha organizzato per la terza volta l’incontro con sidri e vini polacchi. Questa volta è cambiata, però, la forma della degustazione. Accanto ai ventisei migliori bottiglie polacche sono stati presentati cinque piatti che rappresentavano il bello della cucina nostrana. Lo chef, Artur Szwacki, in concomitanza con i due sommelier (Tomasz Kramer e Szymon Maksymowicz) hanno creato la magia attorno alla tavola.

fonte: SPOT.

Uno. Pancetta|Canaderlo|Scalogno. Un pezzo di pancetta arrosta a lungo a bassa temperatura. Bastava un solo gesto con la forchetta perché la carne si sciogliesse. La superficie croccante e il sapore dolce-salato andavano perfettamente d’accordo con lo scalogno soffritto. A questo piatto ci voleva un bicchiere ben scelto. E lo era Czarny Ignac (Ignazio Nero), ovvero uno dei migliori sidri polacchi dell’ultimo anno. Pieno di aromi di miele e mele. La sua acidità “tagliava” la struttura della pancetta e il suo sapore dolciastro perfettamente armonizzava con il gusto di questa.

fonte: SPOT.

Due. Asparagi|Miso|Cioccolato bianco|Pomodori. Siamo nella regione della Grande Polonia, non potevamo farci a meno degli asparagi! Le tradizioni culinarie tedesche hanno per secoli influenzato il panorama gastronomico delle zone ovest della Polonia, non c’è dunque niente di strano, gli abitanti di Poznań amano gli asparagi. Lo chef tuttavia ha riscoperto il loro gusto mettendoli in salamoia e poi rompendo il gusto un po’ acido con il dolce del cioccolato. Il vino giusto per questo piatto? Certo! Il riesling polacco ha spesso delle note tipiche per quelli tedeschi, pieno di agrumi e con acidità elevata.  Il pinot bianco prodotto da Miłosz anche ce l’ha fatta!

fonte: SPOT.

Tre. Salmone|Acetosa|Pastinaca|Mela. Probabilmente per la maggior parte di Voi i due ingredienti all’interno sono completamente sconosciuti. La cucina presentata dallo chef a SPOT. mette le radici nei secoli remoti. Anche se il salmone è presente sulle nostre tavole relativamente da poco, quel giorno l’abbiamo visto circondato dagli ingredienti estremamente polacchi. L’effetto? Basta una parola: miracolo sul piatto. Accompagnato da un bicchiere del Passage 2015 di Equus (chardonnay, solaris, johanniter) il salmone ha fatto vedere il suo lato più bello.

fonte: SPOT.

Quattro. Foie gras|Uva spina|Sambuco nero|Timo. Si suol dire che una coppia perfetta sia il gewürztraminer d’Alsazia con il foie gras. Si suol anche dire che i polacchi non sono delle oche e il suo idioma possiedono. Perché allora non sfidare il classico foie gras con il gewürztraminer polacco? Ideale in quell’occasione sembrava quello di Hiki. Delicato ma allo stesso tempo molto aromatico, di cui le note dolci accompagnavano il piatto con ogni boccone.

fonte: SPOT.

Cinque. Arrosto|Pane di mais|Senape|Lampone|Levistico. Il meglio arriva alla fine. Un pezzo di carne di manzo color rosa, perfettamente cotto ma non stracotto. Sul piatto una composizione di sapori dolci, salati e acidi. Ci si troverà un vino polacco capace di stare al passo con tale ricchezza? Direi di sì. Tra quelli che mi è piaciuto di più nomino solo uno: Red 2014 di Winnica Sama Valley…


…Winnica Sama Valley, ossia abito a pochi passi da un vigneto!

            Quella strada poco frequentata… la conosco a memoria. L’ho percorsa decine di volte in vita mia. Sale rapidamente per poi girare a sinistra d’improvviso. Le nebbie in quel posto sono sempre più dense. Non importa la stagione dell’anno. Il ruscello chiamato Sama crea un microclima insolito. L’umidità qui è notevolmente più alta rispetto agli altri posti nella zona. Le piccole colline all’intorno bloccano i venti e creano una specie di bacino in cui la temperatura è minimamente più alta. Il terreno fertile che finora serviva alla coltivazione del grano, mais e delle verdure. Mai più! È da qui che parte la rivoluzione enologica della Grande Polonia.


            La prima azienda vitivinicola nella regione, Winnica Sama Valley, ha commercializzato la sua prima annata a dicembre 2015. Il proprietario, Tomasz Kudla, aspettava a lungo quel momento. I risultati hanno però superato le aspettative. I suoi vini hanno conquistato i palati dei buongustai della Grande Polonia e oltre. Presto i migliori ristoranti a Poznań hanno contattato Sama Valley per partecipare a questo incredibile successo enologico.
            I bianchi di Sama Valley si caratterizzano per il corpo robusto. La struttura sembra oleosa, si dilegua lentamente nella bocca lasciando gli aromi della frutta tropicale. Il finale ben accentuato, un po’ piccante oppure amarognolo a seconda dell’annata. I rossi, li potete trovare sia nella versione maturata nei botti di rovere che quella intatta da legno. Quei primi sono pieni di frutta rossa fresca e matura, dominano amarene e frutti di bosco. Anche qui parliamo piuttosto dei vini ben concentrati e di corpo ben strutturato. Nella loro versione maturata si sentono inoltre gli aromi di tostatura, espresso forte forte e cioccolato fondente.
            Ma di nuovo sono costretto a dirlo: il meglio arriva alla fine. Gaga è un vino che ha rubato il mio cuore completamente. Leggero, pieno di lamponi, fragole e mirtilli. Vivace, con un’acidità ben disegnata ma che non domina la composizione. Servito a circa 12˚C sembra una soluzione migliore per quella stagione in cui i giorni non sono ancora freddissimi ma le temperature non sono più estive. Viva la Grande Polonia! Viva Sama Valley!



Vino polacco entra nelle case comuni.

            In giro di pochi anni il panorama enologico polacco ha fatto un grande salto. Si produce di più, ma soprattutto si produce di buona qualità che costantemente migliora. A tutto ciò mancava proprio solo un elemento: la promozione adeguata. Adesso tutto comincia a cambiare (anche se lentamente).
            Qualche settimana fa il vino nostrano ha esordito per la prima volta a livello nazionale. Per la prima volta il vino polacco si vendeva in tutta la Polonia a prezzo abbordabile. La collaborazione del gigante tedesco Lidl con un’azienda vitivinicola di Cracovia ha portato le bottiglie polacche sul tavolo del polacco medio. Finora i prodotti enologici della nostra terra costavano troppo per i portafogli della maggior parte della società e, innanzitutto, erano difficili da trovare per chi era in possesso della conoscenza segreta. Con questo passo Winnica Srebrna Góra ha posto la pietra miliare della commercializzazione del vino polacco.

            Infatti, i nostri vini sono ormai ben visibili nei ristoranti e nelle enoteche. E ci sono anche i luoghi in cui il vino polacco non costituisce un altro mezzo per guadagnare i soldi, bensì viene trattato in maniera diversa. Basta nominare già menzionato sopra SPOT. a Poznań. Quest’anno il ristorante insieme all’azienda vitivinicola Winnice Wzgórz Trzebnickich ha rilasciato una serie delle bottiglie del Riesling 2015 numerate. Dentro troverete il vino di ottima qualità che potrebbe competere con quelli tedeschi. Fresco, leggero con acidità elevata. Pieno di sentori di frutta fresca (mele, albicocche, agrumi) con sfondo floreale. Perfetto per gli ultimi giorni con il sole alto…




środa, 12 października 2016

O polskich winach razy dwa

Polka 2015 Winnica Srebrna Góra || Riesling 2015 Winnice Wzgórz Trzebnickich


To był marketingowy strzał w dziesiątkę. Polskie wino w szerokiej sprzedaży i, co najważniejsze, w przystępnej cenie. Kilka tygodni temu na półkach sieci Lidl wylądowały trzy (a tak naprawdę cztery) polskie wina z krakowskiej Winnicy Srebrna Góra. Chwytliwa nazwa, etykieta w folklorystycznym stylu, cena poniżej magicznej bariery trzydziestu złotych i smaczne, codzienne wino kryjące się za tym wszystkim. Próbowałem jedynie czerwonej Polki z 2015 roku. Praktycznie brak tanin, dość niska kwasowość i owocowy, świeży bukiet. Wino lekkie, łatwe i przyjemne. Żadne fajerwerki, a mimo to butelki z półek zniknęły błyskawicznie (kto nie wierzy niech samemu sprawdzi w pobliskim Lidlu. W czterech odwiedzonych przeze mnie sklepach żadnej z Polek nie uświadczyłem).
Znawcy prawdopodobnie dopatrzą się niedociągnięć. W mojej butelce było wyczuwalne delikatne musowanie, wino smakowało, jakby wciąż potrzebowało co najmniej kilku miesięcy na ułożenie się, a na dodatek brakowało mu w pewnym momencie trochę ciała. Niczemu to nie wadzi, aby podejść doń z pozytywnym nastawieniem. Bo nie o samą Polkę tu chodzi, a o pozycję polskiego wina na rynku. Dotychczas było ono znane podniebieniom jedynie garstce zainteresowanych. Dodatkowo ceny nie zachęcały do kupowania rodzimych butelek w ciemno. Tym razem jednak aż cztery polskie wina w konkurencyjnych cenach trafiły do szerokiego grona klientów. Powiedzmy to wprost, butelki z polskim winem wewnątrz lądowały w koszykach zakupowych przy okazji codziennych sprawunków. Na półkach tuż obok węgierskich czy francuskich klasyków stanęły dumne Polki, konkurujące z nimi nie tylko jakością, ale i ceną.
Obok niewątpliwego sukcesu sprzedażowego, Lidl we współpracy z Winnicą Srebrna Góra osiągnęli jeszcze jeden, ten marketingowy. Może to tylko moje pobożne życzenie, ale twierdzę, że tego typu akcje budują pozycję polskich win na rynku lepiej aniżeli jakakolwiek inna forma reklamy (na razie jedynie rodzimym, ale sytuacja w polskim winiarstwie jest dynamiczna i kto wie, może za kilka lat będziemy mówić o rynkach europejskich). Warto wspomnieć o jeszcze innym ważnym aspekcie: istnieje realna szansa, że konsumenci, którzy dziś sięgnęli po Polkę, jutro chętniej chwycą za droższe, ale jakościowo lepsze wina naszej produkcji.
Naturalną kontynuacją promocji win polskich, jaką zapoczątkowała niemiecka sieć, wydaje się być inicjatywa poznańskiego SPOT. Kilka dni po tym jak spróbowałem Polki, miałem okazję poznać Rieslinga 2015 z Winnic Wzgórz Trzebnickich. SPOT. we współpracy ze wspomnianym dolnośląskim producentem przygotował nie lada gratkę. Od początku września w stolicy Wielkopolski można nabyć butelki z limitowanej (numerowanej) serii wyprodukowanej na specjalne zamówienie poznańskiego lokalu. Jak przyznają autorzy inicjatywy „chodziło nie tylko o wino, z którym mogliby się identyfikować, ale też o szeroko rozumianą promocję win polskich”. Wspomnieć wystarczy, że w Polsce zachodniej mało kto robi tyle dobrego na rzecz rodzimych win, co SPOT. Coroczna otwarta degustacja win i cydrów polskich ściąga rzesze zainteresowanych. Mało tego,  w tym roku impreza zmieniła nieco formę i w budynku starej elektrowni na poznańskiej Wildzie zaprezentowano polskie wina i cydry w towarzystwie dań, za których przygotowanie odpowiadali kucharze pod wodzą Artura Szwackiego.
Wracając do Rieslinga z Trzebnicy. Znamienny jest fakt, że SPOT. na „swoje” wino wybrał vitis viniferę. Dziś wciąż w większości polskich winnic dominują hybrydy (co dobitnie pokazują oparte na mieszańcach Polki z Lidla). Obok promocji polskiego winiarstwa zatem, chodzi również o promocję szlachetnych szczepów winnych, których uprawa w Polsce ma obiecującą przyszłość. Efekty mogą przerosnąć oczekiwania. Pokazuje to chociażby flagowy riesling sygnowany logo SPOT. Złocista barwa, w nosie dominuje świeża papierówka. Po chwili dochodzą doń brzoskwinie i morele. Jest i cytrusowe wykończenie oraz nuty kwiatowe w tle. W ustach czyste, rześkie, z dobrym balansem kwasowość-cukier resztkowy. Kropkę nad „i” stanowi długi finisz zdominowany przez smak rozgryzionej pestki jabłka. Światowy szczep w polskiej odsłonie? Jestem na tak! Lekkość i łatwość picia determinuje to wino do spożywania solo, chociażby jako aperitif. Wyczuwalna kwasowość i finisz z delikatnie zaznaczoną goryczką popychają z kolei tego rieslinga do walki na polu kulinarnym. Nie wierzycie? Spróbujcie sami, w SPOT. dostaniecie to wino na kieliszki, ale gwarantuję Wam, że szybko zdecydujecie się na zakup butelki albo i całego kartonu.
Emocji związanych z polskimi winami w najbliższych latach na pewno nie zabraknie. Przedstawiciele SPOT. deklarują, że inne rodzime winnice zostaną zaproszone do współpracy w ramach kolejnych odsłon projektu. Pozostaje nam czekać umilając sobie ten czas kieliszkiem dobrej polskiej vinifery w rozsądnej cenie.


Nazwa: Polka 2015
Producent: Winnica Srebrna Góra
Miejsce zakupu: Lidl
Cena: 29,99zł
Rodzaj wina: czerwone, wytrawne
Ocena: 



Nazwa: Riesling 2015, but. nr 029
Producent: Winnice Wzgórz Trzebnickich
Miejsce zakupu: SPOT.
Cena: 76zł
Rodzaj wina: białe, wytrawne
Ocena: 



Polka 2015 Winnica Srebrna Góra zakupiłem w sklepie sieci Lidl.
Riesling 2015 Winnice Wzgórz Trzebnickich otrzymałem od SPOT.

wtorek, 16 czerwca 2015

Winne Wtorki: Alzacki Gewurztraminer z Lidla

Szukałem orzeźwienia, a znalazłem…


            Przełom wiosny i lata to czas, który zdecydowanie faworyzuje winiarskie regiony położone bardziej na północ.  Gdy temperatura szybuje do góry, chętniej sięgamy po wina z białych odmian. Często drżące, czasami z wyraźną nutą mineralną lub z mocnym, cytrusowym akcentem. Jakie by one nie były, zawsze gdzieś w głowie mamy ten sam cel – zaspokoić pragnienie i ochłodzić się chociaż na chwilę. Biorąc pod uwagę pogodę, jaka towarzyszy nam od kilkunastu dni, wybór Marty i Roberta z bloga Nasz Świat Win wydaje się być idealny – w ramach dzisiejszych Winnych Wtorków degustujemy dowolne wina z Alzacji.
            Ten położony na granicy francusko-niemieckiej region praktycznie od zawsze znajduje się w centrum zainteresowania europejskich potęg. Wystarczy wspomnieć chociażby ciągłe spory Niemców i Francuzów o Alzację i Lotaryngię, które miały miejsce nie tak dawno, bo w XX wieku. Bieg historii i wydarzenia spowodowane decyzjami politycznymi sprawiły, że Alzacja jest dziś miejscem przesiąkniętym zarówno francuskim, jak i niemieckim duchem. W Strasburgu równie często co język miłości możemy usłyszeć mowę Goethego. Restauracje serwują przede wszystkim dania kuchni regionalnej, ale w menu natkniemy się również na francuskie klasyki i würsty… Dorzućmy to tego fakt, że Strasburg to również siedziba ważnych instytucji europejskich i melanż kulturowy okraszony nutą międzynarodowości mamy gotowy.

Mała Francja, jedna z najpiękniejszych dzielnic Strasburga z charakterystyczną zabudową szachulcową.

            A jeśli chodzi o winiarski aspekt? Cóż, alzackie Rieslingi i Gewurztraminery sprzedawane w charakterystycznych smukłych butelkach reklamy nie potrzebują. Region ten jest geograficznym przedłużeniem sąsiedniego Palatynatu, który znajduje się na terytorium niemieckim. Wina z Alzacji różnią się jednak od tych, które produkują sąsiedzi. Tutejsze trunki są zazwyczaj mniej kwasowe od niemieckich, mają mniej alkoholu i wydają się być bogatsze w smaku.
            Do testu wybrałem butelkę, którą kupiłem już niemal pół roku temu. Zanim na półkach Lidla na dobre zagościła bogata oferta win francuskich, znalazłem tam Rieslinga i Gewurztraminera z Alzacji. O pierwszym z nich już zdążyłem zapomnieć, drugi natomiast dotrwał w piwnicy do teraz. Wino ma barwę ciemnej słomki, w nosie czuć słodkie aromaty kwiatu róży oraz owocu liczi. Na języku spodziewałem się nieco mniej cukru resztkowego, a tu zaskoczenie – „półwytrawne” na etykiecie jest dość mylące, bo słodkości tu stosunkowo dużo. Jest odrobina cytrusowej kwasowości dla przeciwwagi oraz pestkowo-goryczkowy posmak. Podsumowując: słodkawe, dość aromatyczne, ale proste wino codzienne. Z pewnością da się tu wyczuć nuty charakterystyczne dla Gewurztraminera i za to plus.

Nazwa: Vin d’Alsace Gewurztraminer
Producent:
Miejsce zakupu: Lidl
Cena: 24,99zł
Rodzaj wina: białe, półwytrawne
Ocena: 



Inni wtorkowicze napisali:

czwartek, 25 grudnia 2014

Grzaniec z Lidlowym Merlot Veneto IGP 2013

Na bazie merlota grzańca uczyńmy


            W okresie zimowym bez dwóch zdań królują wina czerwone. Czas, gdy za oknem temperatura spada poniżej zera, a służby drogowe nie nadążają z odśnieżaniem (chociaż w tym roku jest zupełnie inaczej), jest odpowiednim momentem na grzańca. No bo cóż może lepiej rozgrzać, jeśli nie kubek ciepłego wina z przyprawami i cytrusami? (No dobrze, gorąca herbata z nalewką też jest ok!)
            Aby jednak nie być powierzchownym, chciałbym wyjaśnić, że grzaniec to nie jedynie wino z dodatkiem przyprawy do pierników (wbrew obiegowej opinii). Prawdziwy grzaniec, zrobiony zgodnie ze zdroworozsądkowym myśleniem i przy odrobinie wysiłku, jest pysznym napojem, który umili zimowy wieczór i sprawi, że atmosfera stanie się jeszcze bardziej świąteczna. Czego należy się trzymać? Słowo klucz to umiar. Umiar w wyborze wina (nie szukajmy ani najtańszego sikacza, ani też nie przesadzajmy w drugą stronę), umiar w dodawaniu cytrusów, przypraw i na sam koniec… umiar w piciu (ostatni element możemy uznać jako fakultatywny).
            Współorganizowanie wigilii dla italianistów oraz wydawanie środków-nie-moich zobowiązywało mnie do obniżania kosztów jak tylko to możliwe. W poszukiwaniu taniego wina, które byłoby jednak pijalne, wybrałem się do Lidla i znalazłem tam przepiękne, półtoralitrowe butle merlota z Veneto. Cena 19,99 zł za sztukę była zadowalająca. Wziąwszy odpowiednią ilość pojechałem do domu i z nieskrywanym lękiem odkręciłem zakrętkę jednej z butelek, aby przekonać się, czy nie wyrzuciłem pieniędzy w błoto.


            Zaskoczony musiałem przyznać, że za tak niską cenę wino jest całkiem dobre. Może nie kupiłbym go na obiad u przyszłych teściów, tym bardziej nie odważyłbym się go otworzyć z ukochaną, a nawet na samotny wieczór wybrałbym coś innego (no chyba, że przejawiałbym skłonności do męczennictwa), ale do grzańca nada się idealnie. Tak dla ścisłości: nada się też na zwyczajną imprezę ze znajomymi, gdzie nie koniecznie jakość trunku jest najważniejsza, a liczy się przede wszystkim dobre towarzystwo. Cena, pojemność butelki i smak mówią jedno: dobre winko na imprezę, bez rozwodzenia się nad tym, czy finisz jest długi, śliwka przydymiona, a wiśnia dojrzała. 


Co by konkretów jednak nie zabrakło:
OKO: zaskakująco intensywna purpurowa barwa.
NOS: owocowy, lekko sztuczny: kwaśna śliwka i wiśnia. Nic poza tym.
USTA: w nasmaku kwaśna wiśnia, szybko znika. Jest też słomiano-pestkowy chemiczny smak, dosyć wyraźny i w pierwszej chwili drażniący. Jeśli dać winu dużo tlenu to smak ten zanika. Finiszu nie ma, bez większych uniesień. Tanin jak na lekarstwo i ujawniają się dopiero po chwili zastanowienia (ich, nie mojego), kwasowość średnio-niska.
Tak zaopatrzony mogłem przystąpić do robienia grzańca.

Składniki na 1l:
·         1 butelka 0,75l czerwonego wina wytrawnego
·         2-3 pomarańcze
·         Pół cytryny
·         5 gwiazdek anyżu
·         1-2 laski cynamonu
·         5 goździków
·         2 łyżki miodu lipowego (może być inny, według uznania)


Przepis ten, powiedzmy sobie szczerze, nie jest zbyt trudny, należy jednak zwrócić uwagę na kilka rzeczy. Po pierwsze grzańca robimy na małym ogniu, im dłużej tym lepiej, bo przyprawy oddadzą więcej aromatu. Nie wolno doprowadzić płynu do wrzenia, bo nie chcemy, żeby wino stało się bezalkoholowe!
Wino wlewamy do emaliowanego garnka (uwaga: garnek odbity lub stalowy może dać grzańcowi metalowy posmak). Dodajemy do niego pokruszone tłuczkiem lub w moździerzu przyprawy. Następnie należy wycisnąć sok z cytrusów i również dodać go do garnka. Na sam koniec dwie łyżki miodu. Gdy wino zacznie parować zdejmujemy je ze źródła ciepła i możemy podawać, przed tym jednak warto przelać je przez sitko z drobnymi oczkami, aby oddzielić przyprawy i ewentualne kawałki owoców. Dobrym pomysłem jest też wlanie grzańca do butelki, zakorkowanie i odstawienie na kilka dni, a nawet tygodni – smak będzie zdecydowanie lepszy, bo wszystkie aromaty będą miały czas na ułożenie się i połączenie ze sobą. 


czwartek, 11 grudnia 2014

Lidl Morellino di Scansano Casato dei Medici Riccardi 2011 D. O. C. G.

Przyjemne toskańskie wino z Lidla

 

Ta butelka leży w mojej piwnicy od czasu ostatniej włoskiej oferty w Lidlu (czyli od kilku miesięcy). Rzeczony dyskont wciska nam już kolejną gamę win francuskich, a italskie trunki zostały gdzieś w niepamięci. Biedronka też raczej biednie w tej kwestii, zaszyła się w swoim portugalskim mateczniku dorzucając doń co jakiś czas hiszpańskie etykiety. Co robić, trzeba jechać na tym, co się ma w zapasach. Morellino di Scansano w czasie, gdy pojawiła się oferta zyskało wiele pozytywnych ocen. Pisałem o Chianti Montalbano od tego samego producenta – smakowało, smakowało…


Morellino di Scansano to apelacja, której stosowanie dopuszczalne jest przede wszystkim w prowincji Grosseto (a więc południowy kraniec Toskanii). Od 1978 roku wino miało prawo posługiwać się oznakowaniem D. O. C., a aktualne „G” zostało dodane w 2006 roku. Na Morellino powinno składać się minimum 85% szczepu Sangiovese (czyli odmiana typowo toskańska, odpowiedzialna za takie wina jak Chianti, Brunello di Montalcino czy Nobile di Montepulciano).
 Testowane wino ma lśniącą, klarowną, średnio nasyconą czerwoną barwę. Łzy na ściankach kieliszka cieniutkie. Nos uderza dojrzałą wiśnią i fiołkiem gdzieś w tle. Czuć również nieco alkoholu, ale nie jest to aromat na tyle mocny, by zaburzał bukiet. W ustach bordowa wiśnia, zaskakująco mało kwaśna. Jest i odrobina jeżyny. Owocom towarzyszą tu mokre drewno oraz niezbyt intensywne, ale dające się wyczuć kakao na finiszu. Ogólnie rzecz ujmując wino jest przyjemne, ma dosyć dużo owocu (chociaż według mnie nie jest on dostatecznie mocno skondensowany), jest i coś od beczki. Brakuje mi tu zdecydowanie tanin i większej intensywności. Po to Morellino można sięgnąć, gdy na obiad szykujemy makaron z sosem lub w piekarniku „dochodzi” pizza. Cięższym sosom i wyrazistym mięsom Toskańczyk od Medyceuszy nie podoła. Jeśli wróci do Lidla – warto spróbować.

Nazwa: Morellino di Scansano 2011 D. O. C. G.
Producent: Casato dei Medici Riccardi
Miejsce zakupu: Lidl
Cena: 22zł
Rodzaj wina: czerwone, wytrawne
Ocena: 



środa, 10 września 2014

Lidl Brunello di Montalcino 2008 D. O. C. G.

Sieneńska korona


            Brunello to wino, którego nikomu przedstawiać nie trzeba. Symbol i jeden z najważniejszych obiektów westchnień toskańskich wakacji. Produkowane w okolicach Montalcino, a więc w prowincji Siena, podbija serca wielu nie od dziś. Wśród ogólnie dostępnych Brunello w Polsce z pewnością można wymienić te od Banfi oraz Poggio San Polo. Historia tej apelacji zaczęła się na dobre, gdy odkryto posiadłość Biondi Santi i wyprodukowane przez tego producenta Brunello di Montalcino z 1891 roku (które to okazało się być prawdziwą perełką, o niezaprzeczalnym potencjale do starzenia). Prawda jest jednak taka, że wina te w Polsce kosztują już niemałe pieniądze (dla zwykłego śmiertelnika wydatek ponad 100zł za butelkę to jednak dużo). Wyszukałem już jakiś czas temu w Lidlu Brunello za 50zł i bardzo się zdziwiłem. Bo czego tu oczekiwać od wina, które podobne pieniądze kosztuje we Włoszech, w miejscu produkcji? Po dosyć ciężkim dla mnie okresie przyszedł czas na świętowanie i tak rzeczona butelka trafiła na stół, by potowarzyszyć żeberkom i karkówce z grilla.

źródło: wikipedia.org

            Wino ma barwę rubinową, średnio-intensywną, przy krawędziach dostrzegalne są ciepłe, pomarańczowe refleksy. Po zamieszaniu na ściankach pojawiają się grube i dosyć gęste łzy. W nosie zdecydowana wanilia, jeżyny i tytoń. Już po samym zapachu można było się domyślać, że nie jest to byle winiacz.
            Usta zaraz po otwarciu zdecydowanie zbyt agresywne. Jeżyny, kwaśne czerwone porzeczki, gdzieś w tle wycofana wanilia i lukrecja. Na finiszu odrobinę tanin i goryczka. Postanowiłem odczekać i dotlenić wino, by poddać je drugiej próbie. Po około dwóch godzinach smaki się ułożyły i tak jeżyny z porzeczką stały się mniej kwaśne, doszła żurawina, wanilia stała się bardziej wyraźna, taniny na końcówce również. Do tego wykończenie kawowo-czekoladowe i długi posmak jako kropka nad „i”. Wino wciąż jednak określam jako agresywne, męskie, o bogatym ciele. Szczerze powiedziawszy nie spodziewałem się niczego dobrego po Brunello za 50zł, a tu taka niespodzianka. Zdecydowanie do jedzenia treściwego, tłustego i koniecznie dotleniać przez 1-2 godziny przed piciem.


Nazwa: Brunello di Montalcino 2008 D. O. C. G.
Producent: Vigna Italia s.r.l.
Miejsce zakupu: Lidl
Cena: 49,99zł
Rodzaj wina: czerwone, wytrawne
Ocena: 




wtorek, 5 sierpnia 2014

Lidl Pinot Grigio delle Venezie IGP 2013 Giulio Pasotti

Całkiem dobre cytrusy


            Przyznam szczerze, że butelki tej nie kupiłem z myślą o wypiciu jej, a raczej z zamiarem użycia zawartości do gotowania. Szukałem więc wina, w przypadku którego cena byłaby raczej niska, ale jakoś w miarę możliwości dobra. Szybki wypad do Biedronki i Lidla. W drugim dyskoncie znalazłem testowaną butelkę. Cena wydawała się być dobra, poszperałem szybko w Internecie w poszukiwaniu opinii i tu również na plus. Wino do koszyka, a teraz do kieliszka.

źródło: wikipedia.org

            Oko jasnosłomkowe, lekko opalizujące z zielonkawymi (oliwkowymi) refleksjami. Nie spodziewałem się złożonego i przepięknego bukietu, ale zapach jaki dotarł do moich nozdrzy był i tak nadzwyczaj przyjemny. Dużo cytrusów – cytryny, mandarynki, pomarańcze… do tego lekka nuta morelowo-brzoskwiniowa.
            W ustach powtórka z rozrywki, dużo cytryn i limonek, nieco mniej pomarańczy i mandarynek. Do tego na finiszu wyraźna pestkowo-migdałowa (te drugie prażone) nuta. Pełnia smaku ujawniła się jednak dopiero po ogrzaniu kieliszka w dłoniach. Wino generalnie lekkie i do posiłków lekkich. Risotto ai gallinacci wyszło na nich wyborne i równie dobrze pasowało ono do gotowego dania. Za taką cenę polecam na upalne dni. Moim zdaniem lepsze od Pinot Grigio Rocca IGT z Żabki.


Nazwa: Pinot Grigio delle Venezie IGP 2013
Producent: Giulio Pasotti
Miejsce zakupu: Lidl
Cena: 14,99zł
Rodzaj wina: białe, wytrawne
Ocena: